Il blog del corso di scrittura giornalistica I - Università di Cassino, facoltà di Lettere e filosofia

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domenica 16 settembre 2007

Mercoledì da leoni

Ciao a tutti… qualcuno ha chiesto lumi sui nostri impegni di mercoledì 19. Vediamo: alle 10.00 c’è la prova d’esame, la dottoressa Foglia ci ha riservato l’aula 9. Alle 15.00 invece verbalizziamo la prova di luglio (e anche quella di giugno, se qualcuno non l’ha ancora fatto). Con l’occasione mi vedrò anche con Fabrizio per lavorare alla sua tesina in Teoria e tecnica dei nuovi media. Insomma, sarà un vero mercoledì da leoni … Ci vediamo!

martedì 17 luglio 2007

Ultimi preparativi

Fra ventiquattrore, o giù di lì, ci vedremo per la prova scritta. Il questionario è quasi pronto (sono indeciso se inserire o meno una certa domanda…) e anche voi, ormai, dovreste aver completato la vostra preparazione. L’appuntamento è alle 10.00 in aula 8, confidiamo in un clima mite ma vi consiglio di portare con voi almeno un bottiglietta d’acqua. Facciamo una scommessa? Vi troverò seduti tutti sui banchi in fondo all’aula. Ma si sa, anche questa è una forma di scrittura, quella dei corpi nello spazio. E mi toccherà, come al solito, modificare il testo… Ah, dimenticavo... La Luna consiglia: occhio al distillatore…

giovedì 12 luglio 2007

Anche stavolta è successo…


C’è un fenomeno curioso che si ripete da tre anni a questa parte, da quando cioè tengo questo corso di scrittura giornalistica (prima avevo tenuto quello di Teoria e tecnica dei nuovi media). Ovvero: c’è sempre qualcuno che sbaglia, nella prova finale, la data di nascita della penny press collocandola qualche volta alla fine dell’Ottocento, qualche volta ai primi del Novecento... Invece, per la nascita di questo media (i giornali a larga diffusione e basso costo, appunto un penny), c’è una data ben precisa: il 3 settembre 1833, quando viene stampato il primo numero del “New York Sun” che venne venduto per le strade della Grande Mela dagli strilloni. Ho pensato, anche a futura memoria, di segnalarvi la voce “The New York Sun” della Wikipedia per capire meglio di che cosa si tratta, forse a lezione non ne abbiamo parlato in maniera abbastanza approfondita. Bye bye…

martedì 10 luglio 2007

I ragazzi del 18

E adesso concentriamoci sulla seconda tranche della nostra verifica. Visto che mancano otto giorni esatti ripeto anche a voi quanto dicevo ai colleghi del 27 giugno: meditate a lungo sulla semiotica semionarrativa… e già che ci siete provate ad esercitarvi sulla sintesi e la titolazione (ricordate? Lo spremiagrumi e il distillatore…). Ci sentiamo, qualsiasi dubbio sono qui.

sabato 7 luglio 2007

Pronti con i libretti?

Ma allora, questi risultati arrivano? Come no… Guardate qua sotto. Ci sono i vostri nomi e accanto il mio giudizio. Come vedete diversi di voi (per esempio Francesco ma anche Fabiola e Roberto) hanno migliorato molto la propria preparazione. Altri hanno confermato le qualità espresse durante la prova intermedia. Tutti coloro che hanno un ottenuto almeno 18 possono considerarsi idonei (e come tale, mi ha spiegato la dottoressa Foglia, verrà verbalizzato questo esami). Agli altri propongo invece un’integrazione orale della prova durante la verbalizzazione (o se preferiscono un nuovo tentativo durante l’esame del 18 o durante quello che fisseremo a settembre) per verificare alcuni aspetti della preparazione che mi sembrano insufficienti.

Nel merito dei vostri elaborati: ho notato con soddisfazione che abbiamo introiettato delle ottime basi, qualcuno ha restituito una prova eccellente ma la qualità media del gruppo mi sembra molto elevata. Fra di voi ci sono poi delle persone particolarmente portate, come si può cogliere anche attraverso l’esercitazione allegata al test, alla scrittura giornalistica: durante un giorno di ricevimento possiamo vederci con quanti si sentono interessati a intraprendere questo percorso professionale, magari proprio nel campo del giornalismo ambientale, per capire concretamente come si comincia. Ma al di là degli svilujppo professionali credo che questa esperienza, a voi ed ai colleghi che parteciperanno alle prossime prove, sia stata utile se non altro per avvicinarsi alla semiotica e per avviare una ricerca sul senso della narrazione. Che dire di più? Ancora grazie per l’attenzione con cui avete partecipato: ci vediamo il 18 luglio (ore 15.00) per realizzare i colloqui di approfondimento e per verbalizzare. Ciao!

Almagno Lucia 30
Caporelli Francesco 26
Carangelo Giusy 27
Cotugno Gabriella 30
Curtis Mariangela 28
D'Auria Piera 27
D’Eletto Riccardo 20
D’Ettorre Daniela 29
De Angelis Ilenia 30
De Sisto Annagloria 27
Del Giudice Ester 30 e lode
Di Nunzio Luana VERIFICA ORALE
Di Raimo Annaclaudia VERIFICA ORALE
Duiscardi Fabiola 28
Ferrera Erika 27
Geremia Alessio 25
Iannelli Grazia 30 e lode
Lagi Mario 27
Lautieri Francesca 27
Osypov Yuriy VERIFICA ORALE
Tirelli Roberto 28

venerdì 6 luglio 2007

Ci siamo quasi...

Il quarantesimo posto del nostro blog (questo) serve per chiedervi ancora un pochino di pazienza... sto portando avanti la correzione e conto di finirla entro il week-end. Grazie!

lunedì 2 luglio 2007

Annuncio ritardo

Purtroppo negli ultimi due giorni sono stato male… e quindi niente correzione dei compiti. Stasera si ricomincia ma per i risultati dovremo aspettare la fine della settimana. Mi dispiace ma avevo un mal di testa terribile… un po’ di pazienza e vi farò sapere. Grazie!

venerdì 29 giugno 2007

Bella prova

Scrivere per tre ore di seguito, con il caldo di questi giorni (anche se noi, tutto sommato, siamo stati fortunati…), non è facile. Quindi complimenti a tutti se non altro per la resistenza fisica e la capacità di concentrazione che avete dimostrato. Come immaginerete sto leggendo i vostri elaborati, sono appena all’inizio e dunque… vi faccio sapere quanto prima che cosa ne penso. Intanto un amico e collega, Matteo Campofiorito, mi ha portato dentro un’altra piattaforma neomediale che non conoscevo. Si chiama Twitter (qualcosa di simile a “cinguettio”) ed è una specie di blog sul quale si possono postare dei brevissimi testi per raccontare, in terza persona, la propria giornata. Interessante esperienza di debrayage, non credete? Non so per quanto la utilizzerò ma intanto l’ho trovata divertentissima… Il mio Twitter è a questo link. Ci sentiamo!

martedì 26 giugno 2007

Notte prima degli esami

In genere a quest’ora si dorme… ma magari qualcuno viene a dare un’occhiata al blog. E allora, in questa notte prima degli esami (uno dei tanti che state preparando in questo periodo) ho pensato di passare a farvi un salutino. Domattina prendo il treno presto, prima di raggiungervi in aula dovrò fare le fotocopie del test, recuperare i fogli protocollo… E ci metteremo al lavoro. Dormite sonni tranquilli, eh! La prova è certamente alla vostra portata. A domani!

martedì 19 giugno 2007

Vi ho visto in forma

Beh, mi sembra che vi stiate avvicinando di buona lena alla prova finale: forse ieri avete lasciato un po’ troppo a me la parola per essere un peer to peer… ma quando si è trattato di rimettere in ordine i concetti ho visto che avete saputo farlo. Ricordo i contenuti della prova finale: due domande sul corso (di cui trovate ampio riassunto su questo blog), due sul libro di testo (Papuzzi) e una sul volume a scelta. La Luna consiglia: un ripasso alla semiotica semionarrativa, quella che consente di cogliere la struttura profonda del racconto e che ne determina il senso… per poi saperlo restituire attraverso i microcontenuti.

domenica 17 giugno 2007

I nodi del (dis)corso: retrospettiva per immagini

  • CHE COS'E' UN GIORNALE

È un oggetto di mediazione fra l’autore e il lettore (o se volete, per dirla con il linguaggio della semiotica, fra l’enunciatore e l’enunciatario), come un tempo (diciamo cinque o seimila anni fa…) lo sono state le tavolette d’argilla. Ma è anche un servizio, visto che prevede innanzitutto un lavoro di selezione a monte delle notizie che la redazione seleziona e poi rielabora, arricchisce, completa per offrirle al destinatario. Esistono dei tratti distintivi per distinguere il giornale da altri media… E per saperne di più cliccate qui.



  • LA ROUTINE DI LAVORO

Dietro il prodotto (e il servizio) giornalistico esiste un lavoro complesso e una struttura professionale grazie alla quale le notizie vengono pubblicate secondo una determinata routine che garantisce, o dovrebbe garantire, la correttezza dell’informazione. Per questo all’interno della redazione esistono dei ruoli (dal direttore responsabile al redattore…) che corrispondono ciascuno a determinati livelli di responsabilità. Con i giornali collaborano inoltre anche delle figure esterne, i collaboratori e i free lance, che realizzano di solito il lavoro sul campo.
Per saperne di più cliccate qui (scorrere il post fino alla voce corrispondente).


  • CHE COS'E' UNA NOTIZIA

Ormai lo sappiamo… La notizia, almeno da quando esiste la penny press (1830 o giù di lì…), è il materiale di lavoro del giornalista. Senza il giornalista la notizia non esiste (e viceversa…). Già… Ma la notizia è innanzitutto un ritaglio della realtà, tratto di solito dalla vita quotidiana, che il giornalista realizza tenendo conto degli interessi di chi legge. Giusto? La notizia perciò non coincide con la realtà ma la rappresenta. Risente inoltre della visione prospettica con cui il giornalista osserva ogni avvenimento: nessuna notizia può essere oggettiva, è sempre condizionata dal punto di vita di chi la racconta. E dunque nessuna notizia coincide con la verità… anche se il giornalista deve garantire al lettore la propria onestà professionale. Altri concetti utili per un discorso sulla notizia tratti anche dal Papuzzi: differenza fra news e views (nonché fra straight reporting ed interpretative reporting), identificazione di una notizia (per rappresentazione o contrapposizione), l’avvento delle features… Basta? No! Per comporre una notizia bisogna sempre avere presente la griglia delle care, vecchi cinque W: Who, where, when, what, why, (chi, dove, quando, cosa e perché…). Solo così una notizia potrà dirsi completa.
Per saperne di più… cliccate qui.


  • L'ORGANIZZAZIONE PLASTICA DELLA PAGINA

La scrittura giornalistica non si esercita soltanto attraverso il linguaggio verbale. Esiste una scrittura visiva che determina l’aspetto della pagina, il senso complessivo del servizio e quello delle notizie contenute al suo interno. Esistono tre livelli dell’organizzazione plastica, secondo Greimas: quello eidetico, quello topologico e quello cromatico. Ogni giornale interpreta questi tre livelli realizzando una propria estetica (tra frattura e armonia) coerente con l'ideologia di cui si fa portatore. Il giornale insomma è innanzitutto un prodotto visivo, il cui senso viene interpretato dal lettore a prima vista, quando lo osserva nel suo insieme, come si fa con uno stormo di uccelli...
Per saperne di più… cliccate qui. (scorrere il post fino alla voce corrispondente)



  • I TIPI DI CONTENUTO

All’interno di un giornale esistono diversi tipi di contenuto (un po' come la frutta che troviamo al mercato...) organizzati intorno a due “grandi famiglie”: gli articoli di natura informativa (news) e quelli finalizzati al commento (views). Esistono inoltre dei contenuti di servizio (i titoli di borsa, gli orari dei treni, i risultati del lotto…) e una serie di informazioni paratestuali (le testatine, i numeri di pagina, la gerenza con le informazioni sull’editore e sulla redazione…). Un tipo di contenuto a parte è rappresentato dall'intervista (per un approfondimento clicca qui). Ci sono poi le fotografie e le illustrazioni con cui spesso gli articoli, e soprattutto i titoli, “dialogano”. L'immagine inoltre svolge spesso un ruolo di “veridizione”: serve cioè a dimostrare che fondatezza della notizia…
Per saperne di più… cliccate qui.


  • LA SEMIOTICA NARRATIVA

La scrittura è soltanto la parte visibile del racconto. Sotto il pelo dell'acqua, prima della manifestazione discorsiva di ogni storia, esiste una struttura narrativa profonda descritta dal semiologo lituano-francese Julien Greimas. Ogni testo risponde così ad un modello generale, il “programma d’azione”, nel quale un “soggetto” vuole raggiungere un “oggetto di valore” sottratto da un “antisoggetto”... attraverso quattro fasi (manipolazione, competenza, performanza e sanzione). Per saperne di più… cliccate qui.


  • LE FONTI

Dove si prendono le informazioni utili a confezionare le notizie? Come l’acqua: dalle fonti. Esistono fonti di primo (livello che provengono da soggetti autorevoli) e di secondo livello (rispetto alle quali è il giornalista a prendersi la responsabilità della notizia che comunicano). E ancora tra fonti dirette (che il giornalista rintraccia con il suo lavoro) e indirette (che producono materiali già prelavorati, come i comunicati stampa, i lanci d’agenzia…). Le agenzie sono fonti indirette, ma non hanno solitamente bisogno di verifica, e rappresentano, con tutti i rischi di omologazione informativa che questo comporta, una gran parte del materiale con cui lavorano i giornalisti moderni.
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  • DENTRO IL LINGUAGGIO GIORNALISTICO

La specificità del linguaggio giornalistico si manifesta soprattutto nella parte alta dell’articolo, nell’attacco: dove prevalgono frasi brevi, tendenzialmente nominali, ricche di contenuti informativi. Nella fase referenziale dell’articolo la struttura del periodo torna ad essere molto simile a quella ordinaria pur conservando alcune caratteristiche. Tra le forme ricorrenti del linguaggio giornalistico c’è l’apposizione: un periodo che specifica, dopo i due punti (ma anche dopo il punto fermo), alcuni aspetti della frase principale. Sul web vengono portate all’estremo le caratteristiche della scrittura giornalistica: organizzare i contenuti secondo il principio della “piramide invertita” (prima le conclusioni, poi i particolari), osservare la “legge della vicinanza” (soggetto, verbo e complemento oggetto il più possibile vicini fra di loro), ridurre la prolissità del testo.
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  • MODALITA' DI ATTACCO


L'attacco, ovvero il periodo iniziale dell'articolo, è un elemento strategico nel rapporto con il lettore: bisogna fornirgli le informazioni essenziali e catturarne l'attenzione. Il senso di una storia viene perciò estratto come si fa con il succo di un arancio. Secondo il nostro libro testo se ne individuano quattro, io mi sono spinto a esemplificarvene sette… L’importante è sapere che non rappresentano una gabbia ma uno strumento per far rendere al meglio la fantasia di ciascun giornalista. Ricordiamoci poi che qualunque contenuto giornalistico si divide in tre parti: oltre all’attacco c’è il corpo e la chiusa. Quest’ultima è un altro momento cruciale del rapporto con il lettore… C’è chi dice che una buona maniera per trovare una chiusa può essere quella di tornare sulle immagini o sull’argomentazione dell’attacco, chiudendo così il cerchio. A mio avviso, innanzitutto, è meglio evitare la morale: le conclusioni, sulla base delle informazioni che il giornalista organizza nell’articolo, deve trarle il lettore…
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  • I TITOLI

È un livello del testo giornalistico che mette in condizione il lettore di apprendere le informazioni essenziali della notizia e di scegliere se procedere o meno alla lettura dell’articolo. Dunque, è il distillato ulteriore del senso di una storia, già "spremuto" nell'attacco. Chi fa i titoli? Di solito non è lo stesso giornalista che scrive l’articolo ma alcune figure, dal redattore in su, che lavorano nella redazione. A volte può essere utile farsi ispirare (magari modificandoli) da titoli di film molto noti, canzoni, opere letterarie di una certa popolarità… pezzi di "enciclopedia" comune che possono restituire, attraverso un gioco di parole, il senso dell’articolo e motivare il lettore a leggerlo. Importante è poi, nella composizione del titolo, tenere presente il contenuto visivo della pagina: soprattutto nei settimanali e nei mensili il dialogo fra titolo e immagine è determinante…
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  • I VALORI NOTIZIA

Perché alcune notizie si pubblicano e altre no? E perché alcune assumono una certa importanza e altre meno? Di mezzo c’è ovviamente l’arbitrarietà degli autori del giornale che discutono, in redazione, le notizie del giorno. In maniera più o meno consapevole però si fa riferimento a una serie di “valori notizia” individuati nel tempo e che determinano il “peso” delle informazioni. Anche qui con un’importante avvertenza: tutto è relativo nel giornalismo. Una notizia importante per un quotidiano può non esserlo per un mensile, una rivista di motociclette seleziona le notizie in base alla propria missione, a volte dare un certo peso a una notizia, anche ingiustificato dalla cronaca, può avere un significato provocatorio… L’autonomia delle scelte di una redazione non deve mai (o non dovrebbe mai) venir meno.
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  • BREVE STORIA DELLA COMUNICAZIONE

Il sistema mediale è in sistema ecologico, con equilibri interni che cambiano nel tempo e nello spazio… e con una sorta di riciclaggio delle modalità di comunicazione che attraversano i millenni. Dalla civiltà della comunicazione orale a quella dei nuovi media, passando per la fase chirografica, tipografica e dei media elettrici… nulla si crea e nulla si distrugge. Per questo all’interno della scrittura giornalistica troviamo alcuni tratti distintivi che recuperano una maniera di mediare le informazioni che risale a oltre cinquemila anni fa…
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  • DAL TESTO ALL'IPERTESTO (E RITORNO)

Fra le caratteristiche della civiltà neomediale, quella in cui siamo immersi noi giornalisti della tarda modernità, c’è il passaggio dal testo all’ipertesto (e all’ipermedia). La definizione “storica” di ipertesto è stata fornita da Ted Nelson, filosofo e informatico statunitense, che l'ha messa a punto nel ’65, nel suo libro “Literary machine”, recuperando l’idea del Memex: la prima macchina ad ipotesi ipertestuale, progettata da Vannevar Bush intorno al 1930, basata sulla tecnologia del microfilm. Vi ricordate la definizione di ipertesto secondo Ted Nelson? Qualcosa del tipo: è una scrittura non sequenziale, un testo che si dirama e che consente al lettore di scegliere i percorsi di sfogliamento. Su questa base Ted Nelson aveva messo a punto Xanadu: un ipertesto che avrebbe dovuto raccogliere la letteratura globale attraverso una rete di computer distribuiti in tutto il mondo. Qualcosa di molto simile a internet, no? Secondo Nelson questa ipotesi è ancora valida, anzi internet ne rappresenta secondo lui una versione ridotta, e continua a lavorare verso la realizzazione della sua utopia… Date un’occhiata al suo sito... In aula però abbiamo ragionato intorno ad un’ipotesi diversa, messa a punto nel ’97 dal semiologo danese Espen Aarseth, che ha approfondito in particolare lo studio dei videogame… Proviamo a riassumerla: l’ipertesto è un testo digitale, composto da più nodi, connessi attraverso link elettronici secondo una griglia sequenziale o non sequenziale, progettata dall’autore e accessibile al lettore soltanto attraverso diversi strati di software. L’autore insomma, nel momento in cui compone l’ipertesto, si preoccupa di “scrivere” anche tutti i percorsi possibili che potrà seguire il lettore. Questi legami fra i diversi nodi dell’ipertesto si trovano nella memoria del computer e il lettore può accedervi soltanto utilizzando diversi software, cioè diversi programmi informatici sovrapposti che consentono di sfogliare un cd-rom o di consultare un sito web… E già, perché anche un sito web non è altro che un ipertesto. Volete conoscere un po’ più da vicino Espen Aarseth? Guardate qui…
Dunque, quando lavoriamo ad un articolo per un giornale on line, oltre al testo lineare, noi giornalisti della tarda modernità “scriviamo” anche i link che rendono tridimensionale la fruizione: creando percorsi verso altri contenuti interni, verso siti web esterni, proponendo al lettore degli approfondimenti multimediali (attraverso i link di attivazione, che richiedono cioè al computer remoto di avviare dei software diversi da quello per la lettura del contenuto verbale… ). Questo atteggiamento mentale ha delle conseguenze anche nella maniera di pensare il “vecchio” giornale cartaceo: non per nulla all’interno delle pagine troviamo sempre più spesso dei box di approfondimento, dei contenuti correlati, una specie di ipertesto orizzontale e complanare… al cui interno il lettore può muoversi liberamente ed esercitare le proprie scelte.

Meno dieci

Come va lo studio? A che punto siete con il libro di testo? E il volumi a scelta? Sono curioso di vedere quanti di voi hanno scelto quello sulla tv o quello sul web... Mancano dieci giorni esatti alla prova finale: penso possa esservi utile ripercorrere insieme i punti principali che abbiamo toccato durante le nostre 42 ore di navigazione intorno (e dentro) la scrittura giornalistica. Come al solito: se c’è qualcosa di poco chiaro, soprattutto per i non frequentanti, io sono qui ok? E adesso andate al post successivo…

sabato 16 giugno 2007

Fossi in voi...

...pensando alla prova finale ridarei un'occhiata approfondita alla semiotica semionarrativa (il post si raggiunge cliccando qui). Oh, non lo dite a nessuno, eh? E se studiando avete qualche dubbio fatevi sentire... Lunedì, dalle 15.00 (o giù di lì) ripercorreremo comunque per grandi linee i nodi principali di tutto il (dis)corso. Ci vediamo!

domenica 3 giugno 2007

AVVISO

Mi dispiace ma questo giovedì non sarò in redazione, ho un convegno a Lecce e dovrò partire in giornata... Quindi la visita che stavate organizzando andrebbe spostata ad un altro giorno. Ma cerchiamo di farla, a me farebbe molto piacere mostrarvi il nostro luogo di lavoro. Ci aggiorniamo mertedì!

domenica 27 maggio 2007

Breaking news: i risultati della prova intermedia

Eccoli, finalmente… Qui sotto trovate il risultato della vostra prova intermedia. Chiariamo subito un concetto: anche coloro che non l’hanno superata potranno accedere alla prova finale. «Ma professore, il voto della prova intermedia fa media?» mi chiedono spesso (e puntualmente ogni anno…) molti di voi. «Diciamo che cominciamo insieme a costruire la valutazione di questa esperienza» rispondo di solito io. E sarà così anche questa volta…

Nel complesso mi sembra comunque che la prova sia andata bene: i concetti di fondo sono stati ben individuati da una larga maggioranza anche se a volte mi sembra che qualcuno di voi, durante la stesura del compito, si sia deconcentrato… In altri casi ho trovato delle risposte molto ben argomentate accanto ad altre piuttosto approssimative: segno di qualche squilibrio nella preparazione che a questo punto del corso si può ancora giustificare (ma cercate di colmare per tempo le lacune…). Per chi ha ottenuto meno di 25, la Luna consiglia: vediamoci durante l’orario di ricevimento ed analizziamo, punto per punto, il vostro lavoro: non c’è occasione migliore per apprendere. Lo stesso vale ovviamente per tutti gli altri. E se qualcuno non si riconosce nella valutazione che ha ottenuto… clicchi qui (oppure lasci un commento).

Almaglio Lucia 28
Baris Tamara 26
Caporelli Francesco 21
Cotugno Gabriella 28
Curtis Mariangela 27
D’Angelo Dalia 26
D’Auria Piera 23
D’Eletto Riccardo 20
D’Ettorre Daniela 29
De Angelis Ilenia 28
De Biasio Gilda prova non superata
De Luca Mariarosaria 22
De Sisto Annagloria 26
Del Giudice Ester 28
Del Pico Ornella 28
Di Maio Alessia prova non superata
Di Mambro Pamela 30
Di Raimo Annaclaudia 26
Di Rosa Rosa prova non superata
Duiscardi Fabiola 25
Ferrera Erika 27
Ferruccio Manuela 26
Fuoco Valentina 28
Geremia Alessio 24
Granieri Rosanna 29
Iannelli Grazia 30
Laci Mario 27
Lautieri Francesca 25
Leonardi Federica 25
Liburdi Alessandro 27
Mattia Federica 27
Osypov Yuriy 18
Ribaldi Ivana 28
Tirelli Roberto 23
Zito Antonio 26

sabato 26 maggio 2007

Notizia incoraggiante

Ho trovato sul “Corriere della sera” questo articolo sul rapporto fra i giovani e i giornali. Una buona notizia, no? In fondo, tra i vostri risultati attesi, c’era anche quello di diventare dei “buoni lettori” di giornali (oltre che dei buoni autori di articoli…). Ma voi quanti giornali leggete ogni settimana?

E i risultati della prova intermedia?

Arrivano, arrivano... non vi preoccupate. Il risultato più importante è stato vedervi scambiare i ping. Sto lavorando alle valutazioni, penso che nel giro delle prossime ore riuscirò a pubblicarle...

sabato 19 maggio 2007

Parliamo di cose serie...

Diamo un’occhiata qua e là agli elaborati, tanto per condividere qualche riflessione utile a tutti. A proposito dei valori notizia:

«Quelli che trovo più interessanti – scrive Federica - (…) penso siano (…) la
comunicabilità, cioè la scrittura deve essere comprensibile e semplice».
In realtà ciò che deve essere semplice, perché un determinato fatto abbia buone probabilità di diventare una notizia, è la struttura della storia. Il linguaggio, certo, deve essere comprensibile al maggior numero di persone possibile ma il contenuto della narrazione è più facilmente notiziabile se risponde innanzitutto ad uno schema semplice. Anche per questo è utile la semiotica semionarrativa: ci aiuta ad individuare l’ossatura dell’informazione, la struttura narrativa profondo che la sostiene, prima della sua manifestazione discorsiva. Ci aiuta ad introiettare un’ecologia della narrazione giornalistica.

Ancora su questo tema, Daniela:
«Di solito le cattive notizie sono più interessanti delle belle e si dice che
ogni notizia è una cattiva notizia. Questo però non riguarda il giornalismo
ambientale che deve essere educativo».
Mi sembra una riflessione interessante: la funzione del giornalismo ambientale, per come mi piace concepirlo, è innanzitutto quella di promuovere comportamenti virtuosi. Questa finalità legittima la narrazione del conflitto, come abbiamo visto in questi giorni a Serre con la protesta popolare intorno alla discarica su cui stava lavorando Toni Mira, l’inviato dell’Avvenire, quando gli abbiamo telefonato. E giustifica anche la divulgazione scientifica sui temi e i problemi ambientali, come l’effetto serra, che sono diventati di grande attualità negli ultimi mesi. Ma penso che la finalità del giornalismo ambientale sia in primo luogo quella di educare i cittadini, motivare verso nuovi stili di vita, prevenire l’emergenza. E' un giornalismo intenzionale, finalizzato al cambiamento sociale. Come si fa? Magari raccontando storie esemplari, buone pratiche, tendenze sociali che vanno nella direzione della sostenibilità. È più difficile, proprio perché, come ricordava Daniela, una notizia è innanzitutto una cattiva notizia… ma è un interessante terreno di ricerca per chi lavora in questo campo. Per fare bene il giornalismo ambientale (e non la semplice cronaca ambientalista) bisogna rivedere i criteri di notiziabilità e saper rendere interessanti agli occhi dei lettori anche le storie in positivo.

In diversi compiti poi (per esempio in quello di Rosanna) si fa confusione tra organizzazione plastica della pagina e modelli di impaginazione. Attraverso la prima, determinata dai tre livelli di cui abbiamo parlato (eidetico, topologico e cromatico), si definisce il ritmo della pagina e in senso più ampio l’identità dell’individuo semiotico (il giornale). I secondi invece sono degli schemi di impaginazione che ricorrono, per grandi linee e con molte variabili, nei giornali: a libro, a stella e a schermo. In qualche modo nell’organizzazione plastica si proietta il simulacro dell’enunciatore assumendo, a seconda del ritmo, un certo effetto di senso. I modelli di impaginazione invece sono delle ricorrenze tecniche che organizzano, a livello superficiale, giorno dopo giorno il discorso dell’enunciatore (il giornale stesso). Non è chiaro? Clicca qui e scrivi al prof.

Una considerazione, infine, circa gli attacchi (quelli che ho letto fin qui): a prescindere dal modello che si utilizzi (uno dei sette che abbiamo esemplificato) bisogna descrivere entro le prime righe dell’articolo il senso della storia e circostanziare la notizia attraverso la griglia delle mitiche cinque W (che tradotte in italiano stanno per chi, cosa, dove, quando e perché). Perciò, componendo l’attacco, bisogna fare lo sforzo di centrare il focus della notizia (vale a dire il punto di vista dal quale la osserviamo) e narrarlo, con completezza, nel giro di pochissimi periodi brevi, possibilmente con un ritmo brillante. Più oltre poi si riprende a narrare la storia due, tre, quattro volte… arricchendo ad ogni ciclo narrativo l’articolo di elementi, testimonianze, informazioni collaterali… fino alla chiusa. A volte ho visto che li componete in maniera fin troppo sintetica, impedendo a chi legge di comprendere fino in fondo di che cosa si sta parlando, a volte attraverso dei periodi troppo estesi… Comunque (quasi) tutti i compiti stanno andando bene, alcuni anche molto bene, con considerazioni personali molto interessanti. In ogni caso voglio chiarire che tutti, anche quanti non dovessero superare la prova intermedia, potranno affrontare quella finale. Beh, ora torno a leggere (sto a due terzi del primo giro)…

mercoledì 16 maggio 2007

Primo sguardo

È sempre emozionante leggere gli elaborati delle prove d’esame. Si ricostruisce per frammenti, schegge, pensieri più o meno articolati, l’intero discorso che abbiamo condotto insieme. La sensazione è quella di trovarsi al cospetto di un collage testuale nel quale si proietta il simulacro del gruppo. Piano piano (ma non troppo, state tranquilli…) li leggerò tutti. Intanto, da una prima occhiata, vi posso dire che nonostante qualche squilibrio (e qualche disattenzione) i concetti di fondo sono stati ben recepiti da quasi tutti voi. Penso dovremo tornare, ahimè, sulle caratteristiche della civiltà orale che riemergono nella scrittura giornalistica della tarda modernità. E anche sul concetto di attacco che qualcuno confonde (o gestisce) come fosse un titolo. Ma c’è ancora tempo per imparare…

martedì 15 maggio 2007

Volete vedere Toni Mira?

Guardate qui... Un redattore della nostra rivista, subito dopo la nostra diretta telefonica, ha chiamato Toni Mira per avere una testimonianza da Serre. Ecco l'intervista con la foto del giornalista di "Avvenire" (e nostro antico collaboratore) che, come vi dicevo, ha da poco ricevuto il premio Saint Vincent per le migliori inchieste pubblicate sui quotidiani italiani.