Il blog del corso di scrittura giornalistica I - Università di Cassino, facoltà di Lettere e filosofia

domenica 15 febbraio 2009

Verso la prova intermedia


Mercoledì mattina abbiamo la prova intermedia che consentirà, a me e a voi, di capire a che punto siamo nel nostro percorso verso l’idoneità (che sarebbe il vostro oggetto di valore…). Sarà centrato prevalentemente sulla parte teorica, visto che alla scrittura abbiamo già dedicato diverse esercitazioni. Con una sorpresa che rivelerò al momento…


Ma quali sono gli argomenti su cui ci siamo soffermati fin qui? Ecco una breve lista utile a rintracciare le dispense nel blog (basta cliccarci sopra):



Buon ripasso!

Prove d'orchestra


Ho corretto anche la vostra quarta esercitazione e mi sembra che stiamo procedendo nella direzione giusta: avete trovato quasi sempre degli attacchi efficaci, che contengono le informazioni essenziali della notizia presentandola in maniera corretta e interessante. Nella parte referenziale poi si alternano, più o meno fluidamente, il discorso indiretto con le dichiarazioni delle fonti. Vi porto gli elaborati martedì, sarebbe bene che quelli con più correzioni possiamo discuterle insieme, magari durante l'orario di ricevimento. Voglio però dare un'annotazione utile per tutti: abbiamo visto che è possibile strutturare l'attacco con uno stralcio di discorso diretto, inserendo un punto fermo dopo la dichiarazione ed esplicitando, a seguire, la fonte. Faccio un esempio tratto dall'ultima esercitazione di Chiara:

“Sì, ci ha lasciati”. Queste le prime parole di Beppino Englaro all’annuncio della morte di Eluana avvenuta alle 20.10 di ieri presso la casa di riposo “La Quiete” di Udine. La notizia è stata comunicata all’uomo, padre della donna che da 17 anni era in stato vegetativo a seguito di un incidente stradale avvenuto nel 1992, dall’anestesista Amato De Monte...

E' una formula efficace che molti di voi hanno, giustamente, utilizzato. Attenzione però a non utilizzare questa struttura all'interno dell'articolo, nella parte referenziale, dove invece occorre invece uno stile più narrativo. Altro esempio, per capirci, estratto dalla parte centrale di un'esercitazione stavolta senza firma:
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“Sì, ci ha lasciati. Ma non voglio dire niente, voglio soltanto stare solo” è stato il primo commento del padre, Beppino Englaro, che da anni stava lottando per sospendere le cure che tenevano in vita sua figlia.

Vedete? Dopo la dichiarazione non c'è il punto fermo, che serve per alzare il ritmo nell'attacco come un colpo di timpano o di grancassa durante l'esecuzione di un brano musicale. All'interno dell'articolo invece, dopo la battuta fra virgolette, il periodo prosegue esplicitando, senza interruzione, la fonte... come se suonassero dei violini. Chiaro, no? L'attacco ha una morfologia propria, con un ritmo elevato e delle soluzioni specifiche che abbiamo visto nelle precedenti lezioni. Nella parte seguente dell'articolo la scrittura giornalistica diventa simile a quella del romanzo: il ritmo riacquista una maggiore naturalezza, il periodo si struttura attraverso delle subordinate, la narrazione si dipana attraverso l'alternaza fra mimesi e diegesi.

In fondo anche il testo scritto, oltre a quello sincretico rappresentato dalla pagina del giornale, ha una sua organizzazione plastica che deriva proprio da come gestiamo il ritmo del periodo e le relazioni fra i diversi blocchi che lo compongono.

domenica 1 febbraio 2009

Siete in prima pagina!

Beh, è la prima volta che pubblico l'immagine di una mia aula sul blog ma ho visto che la cosa vi faceva piacere e così mi sono convinto... In questo momento stavate componendo alcuni attacchi di articolo durante la nostra prima esercitazione in aula informatica. Si vede anche il proiettore acceso attraverso il quale vi avevo mostrato alcuni siti web d'informazione basati sui contenuti generati dagli utenti (user generated content). Abbiamo dato un'occhiata a Current Tv, la tv fondata da Al Gore negli Stati Uniti di cui esiste dal maggio scorso anche un canale italiano (guarda questo post) e a Wikinotizie: un giornale on line basato sulla stessa formula della Wikipedia, perciò ogni utente può pubblicare un proprio articolo e gli altri possono correggerlo. Una buona opportunità per formarsi sul campo, non credete? Aggiungo un'altra opportunità: Diregiovani, una versione collaborativa dell'agenzia d'informazione Dire che punta a costruire un community di giovani reporter multimediali nella quale anche voi potete entrare. Una lista delle testate internazionali on line che si basano su questa formula viene fornita dalla Wikipedia a questo link.

Il giornalismo collaborativo (o partecipativo, che dir si voglia...) del resto è una tendenza sempre più marcata anche nei media tradizionali. Persino il Tg1 ha sollecitato i propri telespettatori a inviare servizi giornalistici, nel tentativo di stare al passo con quanto accade sul web. E le grandi testate on line aprono spazi che invitano i lettori a diventare autori: Repubblica.it, per esempio, propone agli studenti delle scuole medie e superiori di diventare reporter. Anche i giornali di carta, in particolare la free-press, portano sempre più spesso in evidenza i lettori, le loro opionioni, i loro volti... Stiamo assistendo, insomma, ad un processo che punta a costruire relazioni sempre più interattive fra autori e lettori. Vediamo le tappe di questo percorso:

  • i "vecchi" giornali di carta hanno messo (e continuano a mettere) a disposizione dei lettori la rubrica delle lettere che permette a chi legge di affiancare, in qualche modo, i giornalisti.
  • i media elettrici (la radio e la tv) hanno consentito agli utenti di guadagnare altro spazio, principalmente attraverso il telefono che ha aperto una breccia importante nell'impianto frontale dei mass-media.
  • Con la nascita di internet si sono aperti ulteriori spazi d'interattività, come i sondaggi on line o i forum moderati da giornalisti che discutono, per esempio su www.corriere.it, con i propri lettori su diversi argomenti. Sui giornali on line proliferano inoltre i sondaggi che pure rappresentano un'ulteriore opportunità per chi legge di esprimere la propria opinione.
  • La vera rivoluzione però è arrivata con i blog, vale a dire i "diari on line" che si sono evoluti sempre più nella direzione del giornalismo indipendente. Chiunque può svolgere una funzione autoriale, anche nel campo dell'informazione, fornendo agli altri utenti la possibilità di commentare. Una dinamica che tende a sfumare la separazione fra autore e lettore, a mescolarne i ruoli, e che ricorda quanto accadeva sui manoscritti antichi dove il testo principale veniva spesso integrato da glosse a margine: ne consegue un testo complesso nel quale l'autore dell'opera convive con altri autori/commentatori autorevoli (copisti, studiosi, altri letterati...) che la integrano.
  • Infine (almeno per ora...) la dimensione del social network, quella in cui prende forma il giornalismo collaborativo: una rete sociale si proietta nel web attraverso contenuti di diverso genere, dalle autobiografie di Facebook alle aste di E-bay, fino alle immagini di Flickr o ai video dell'arcinoto Youtube... In questo nuovo contesto, che sfrutta al meglio le opportunità del web, nascono delle testate giornalistiche, o paragiornalistiche, collettive che possono essere moderate da una redazione centrale (come nel caso di Current tv) o assolutamente orizzontali (oltre a Wikinotizie vi segnalo, a titolo di esempio, anche www.fainotizia.it/ che è legato ad un partito politico ma mi risulta che lasci alla comunità degli utenti il compito di autoregolarsi).
A questo punto però vi lascio con una domanda che, se credete, possiamo riprendere a lezione: che fine fa la professione giornalistica? Le testate collaborative sono più o meno affidabili di quelle tradizionali? Esiste una collaborazione virtuosa, un nuovo patto che si può stringere fra giornalista e lettore alla luce delle nuove piattaforme interattive (utile per esempio a puntualizzare degli aspetti, a correggere errori...)? Comunque la pensiate è in questa dimensione liquida che è destinato a muoversi il giornalista della tarda modernità...

Primi attacchi

Non è una notizia di guerra... Volevo solo dirvi che ho corretto i vostri attacchi, nel complesso ben fatti, anzi c'è qualcuno di voi che già dimostra di avere uno stile brillante. Martedì ve li porto a lezione, vedrete che gli errori (chiamiamolì così... anche se a me piace parlare di ipotesi diverse) riguardano soprattutto la mancanza di alcuni elementi utili a circostanziare la notizia: dove sono stati arrestati gli uomini di cui si parla? Quando? Abbiamo detto che l'attacco è concluso quando sono state espresse tutte e cinque le mitiche W del giornalismo... Ci sentiamo e se passate oggi da queste parti, buona domenica! :-)

giovedì 22 gennaio 2009

Benvenuti a bordo!

Finalmente martedì ho conosciuto i nuovi studenti del corso... Ed ho subito ricevuto un premio: un oggettino digitale che Francesco, uno dei ragazzi, mi ha messo al collo per registrare la lezione. Avete presente quegli atleti che vengono monitorati durante gli allenamenti? Mi sentivo un po’ così anche io… Beh, gli studenti non immaginano che anche per chi insegna è un momento importante quello in cui cominciano le lezioni, ci si ritrova davanti un gruppo tutto nuovo, con il quale costruire un percorso…

Spero che per loro l’inizio sia stato interessante, abbiamo parlato di argomenti forse diversi da quelli che si aspettavano: più di estetica che non di scrittura vera e propria, di semiotica e di teorie della fruizione. Devo dire che l’interlocuzione è stata vivace, Gianmariano si è esercitato nello “scrivere” il nostro primo testo (vale a dire un’edicola di giornali), poi si è discusso di prospetticità della narrazione e deontologia professionale… Inoltre ho posto, come da tradizione, la fatidica domanda d’inizio corso: quanti di voi vorrebbero fare il giornalista? Risultato: Nove su trentasette, vale a dire praticamente il 25%. Mi sembra un’ottima percentuale.

Veniamo agli argomenti trattati:

Qui sopra trovate qualche link interno che porta ad alcuni riassunti dei concetti di cui abbia parlato: se qualcuno volesse condividere i propri appunti e integrare il riassunto di qualche argomento basta scrivere qui. Intanto, benvenuti a bordo!

domenica 11 gennaio 2009

Quest’anno si comincia presto…

Ero abituato negli anni precedenti a tenere il corso fra aprile e giugno. Stavolta invece la facoltà mi ha assegnato il secondo quadrimestre, nel cuore dell’inverno e quindi… la prossima settimana, il 20 gennaio, si comincia. Questi gli orari delle lezioni: Martedì ore 16.00-18.00 e Mercoledì ore 9.00-12. 00. Il ricevimento si terrà al termine della lezione di martedì, fino alle 19.00 oppure, su richiesta, in altro orario da concordare (marco.fratoddi@tiscali.it). Ci vediamo fra una decina di giorni!

domenica 4 gennaio 2009

Apocalittici o integrati?


Beh, il mio primo articolo dell'anno è uscito ieri sul quotidiano Europa. Siccome parlo di un libro che mette ottimismo, "Tentativi di ecocondotta" di Cristina Gabetti, ve lo propongo come regalo d'inizio 2009. Ma attenzione: nell'attacco faccio riferimento a un volume che mi ha segnato molto (e che è stato pubblicato, fra l'altro, proprio nel mio anno di nascita): "Apocalittici e integrati" di Umberto Eco (nella foto), un saggio dedicato al ruolo dei media nella costruzione della cultura di massa, certamente utile anche agli aspiranti giornalisti. Perché non ve l'andate a cercare in biblioteca? Intanto ecco qui il mio "Green" (è il nome della mia rubrica settimanale) di ieri...


Apocalittici o integrati? La dicotomia introdotta quarantacinque anni fa da Umberto Eco torna utile al cospetto di un libro che ci sembra quanto mai adatto per entrare da ambientalisti coerenti e consapevoli nel 2009. Attenzione però a non farsi ingannare dal titolo: Tentativi di eco-condotta, di Cristina Gabetti (Rizzoli, 2008), non è l’ennesimo manuale di ecologia applicata che pretende di indottrinare il lettore a colpi di consigli su cosa fare e cosa non fare. Piuttosto è un viaggio fra i più simpatici che ci sia capitato di leggere attraverso gli stili di vita, spesso poco virtuosi, che serpeggiano nella società contemporanea. Nove descrizioni di altrettante tipologie umane orientate, più meno consapevolmente, all’insostenibilità: dal Distratto che lascia il computer in stand-by notte e giorno alla Viziata che si fa travolgere dallo shopping compulsivo, dal Gasato che circola in Suv con il cellulare sull’orecchio al tipico impiegato Pessimista che continua ad inquinare tanto per il pianeta ormai non c’è speranza… Una carrellata di concittadini immaginari che verrebbe spontaneo, da bravi apocalittici, abbandonare al proprio destino sprecone e, direbbe Umberto Eco, omologato dalla cultura del consumismo. Invece, qui sta l’intelligenza e la gradevolezza di questo volume, la Gabetti preferisce prenderli per mano e provare a modificarne le abitudini. Piccoli passi, per carità. Ma assai significativi: una serie di tentativi che spiegano agli Ingordi come si entra in contatto con Slow Food, ai Rampanti che mettono in casa il parquet di legno tropicale la bellezza dell’architettura biocompatibile, a chi non stacca le mani dal volante che cos’è il car-sharing. E soprattutto ai Saputelli che fanno gli ecologisti solo a parole, bocciando gli impianti eolici ma accendendo senza pensarci due volte il condizionatore, le ragioni per cui oggi la coerenza fra saperi e comportamenti non è più un optional.
Ci piace questa maniera di procedere perché propone a ciascuno di migliorare la propria qualità della vita con il sorriso sulle labbra, senza chiamare in causa la catastrofe climatica e senza inseguire l’utopia che si possa cambiare il mondo dal basso. E le indicazioni concrete, fra le note a margine dei diversi capitoli e un promemoria di “atti pratici” da tenere sul frigorifero, non mancano: gettando le basi per una civiltà a basse emissioni che affascini anche chi ha smesso di ascoltare, non sempre a torto, le prediche degli ambientalisti.

martedì 30 dicembre 2008

Viva il 2009

Domani finisce l’anno e voglio fare anche io gli auguri a tutti quelli che passano da queste parti per un 2009 pieno di soddisfazioni nello studio e non solo… Il prossimo corso stavolta comincia presto, mi è stato assegnato il secondo quadrimestre quindi con la nuova classe ci vedremo intorno al 20 gennaio (per orari esatti, aula, ricevimento ecc. consultate il blog nei prossimi giorni). Per chiudere il 2008 però voglio segnalarvi un articolo uscito su La Nuova Ecologia di dicembre, che trovate anche on line a questo link, sui criteri di notiziabilità. È un’intervista, realizzata da Maurita Cardone, con David Randall: un giornalista del Guardian, fra i principali quotidiani inglesi, nonché autore di un libro che consiglio spesso agli aspiranti giornalisti, “Un giornalista quasi perfetto”. Vedete un po’ che cosa racconta sui criteri che guidano chi fa il nostro mestiere nello scegliere le notizie su cui lavorare. Perché ottengono così tanto spazio le notizie cattive? E perché non fare uno sforzo di creatività e ricerca giornalistica per raccontare in maniera convincente i fatti positivi che pure accadono nel mondo?

Con questo invito vi saluto e vi do appuntamento a gennaio… Ciao!

lunedì 1 dicembre 2008

Televisione fai da te

Durante le scorse settimane mi sono "divertito" a montare una web tv dentro il nostro giornale on line, http://www.lanuovaecologia.it/. Ho utilizzato un servizio piuttosto noto, Mogulus, e ho aperto una finestra per lo streaming anche in home page. Ogni tanto, quando lo riterremo utile, trasmetteremo dei servizi in diretta, dalla nostra redazione o in esterna. Fino al 7 gennaio ci trovate invece una carrellata di video estrapolati da Youtube nella quale si racconta il 2008 di Legambiente.

domenica 16 novembre 2008

Meraviglie tridimensionali


Avete seguito la cronaca televisiva delle elezioni negli Usa che hanno portato alla vittoria di Barack Obama? Al di là del risultato, che ciascuno può valutare come crede, voglio segnalarvi un’importante innovazione sul piano mediale. Durante la notte dello scrutinio infatti la corrispondente da Chicago della Cnn, Jessica Yellin, si è materializzata nello studio sottoforma di ologramma. L’effetto è stato molto suggestivo: la giornalista si trovava a svariate centinaia di chilometri dal set ma agli occhi dei telespettatori sembrava che dialogasse con il conduttore del programma come se gli si trovasse di fronte, nel suo stesso ambiente, potesse toccarlo e interagire con lui. Volete vedere il video? Cliccate qui (Youtube)

E’ un altro passo verso l’immediatezza della conversazione mediata, vale a dire verso la simulazione del “dialogo prototipico” attraverso le interfacce digitali. Meraviglioso da vedere, entusiasmante rispetto alle prospettive che apre: ospiti in studio che si trovano in realtà dall’altra parte del pianeta, contesti di socialità fisica che si ibridano con le presenze virtuali. La nostra specie del resto, attraverso la concatenazione fra i diversi media che sono stati sviluppati durante i millenni, tende verso questo obiettivo: restituire con la miglior immediatezza possibile la narrazione dei fatti, “parlare” all’immaginario del destinatario fino al punto di generare uno scenario virtuale.

Attenzione: si trattava ovviamente di un effetto percepito solo dai telespettatori, nello studio della Cnn non si è manifestato alcun ologramma, il conduttore fissava un punto nel vuoto davanti a sé. Ma vi immaginate l’immediatezza che assumerà la narrazione giornalistica quando si potranno davvero ricostruire, attraverso la proiezione in 3D, i luoghi della realtà nelle case dei telespettatori? E come si modificherà la professione del giornalista televisivo quando tutto questo sarà praticabile? In che maniera sarà ancora utile il suo lavoro?

A prescindere dalla disponibilità di tecnologie tanto avanzate credo che questo rimanga comunque già oggi l’obiettivo del giornalista di cronaca: narrare il vero nella maniera più verosimile, offrire al lettore (se parliamo di carta stampata) l’esperienza dei fatti nella forma più immersiva che riesce a garantire. Generare, attraverso il testo sincretico della pagina, l’integrazione della mimesi nel testo giornalistico, la fluidità del ritmo una narrazione mediata che simuli il trasferimento del destinatario nella realtà fattuale.