Il blog del corso di scrittura giornalistica I - Università di Cassino, facoltà di Lettere e filosofia

domenica 28 marzo 2010

Pronti, ai posti...

Dopodomani, mertedì 30, comincia il corso di scrittura giornalistica. L'appuntamento è alle ore 15.00 in aula 8. Lavoreremo fra teorie della narrazione, storia della comunicazione ed esercitazioni pratiche. Con un occhio di riguardo ai nuovi media e al social network... Ci sarà anche quest'anno qualcuno che vuole fare il giornalista? Sarà una delle prime domande che porrò in aula...;-)

sabato 27 febbraio 2010

L’epoca dei flussi


Buzz o non Buzz? Personalmente sto usando poco il nuovo servizio per la conversazione on line di Google: il mio social network di riferimento rimane Twitter proprio perché è il meno architettonico (su Facebook, come dicevo in altri post, ho soltanto un profilo anonimo per tenerne d’occhio l’evoluzione). Però vedo che diversi amici sono attivi su Buzz e stanno animando dei thread anche piuttosto lunghi. Vedremo se riuscirà a guadagnarsi uno spazio nelle abitudini degli utenti a scapito magari di Friendfeed, il social media che più gli somiglia a che è stato peraltro acquistato lo scorso anno da Facebook.

Quella fra Google e Facebook sembra del resto la nuova “guerra fredda” del web: secondo Steve Rubel, fra i maggiori esperti di global media, Google avrebbe varato Buzz proprio per difendere la G-mail (nella quale Buzz è integrato) dall’avanzata dei servizi di posta elettronica di Facebook. Ne parla in questo interessantissimo post dove spiega proprio i termini di questa sfida all’ultimo utente. Lui intanto, per non sbagliare, ha inserito nel suo blog anche l’invito a seguirlo su Buzz con un’icona che campeggia proprio sopra quella di Facebook.

Ma la tendenza più evidente, al di là della fortuna di ogni singolo servizio, è quella che guarda alla gestione dei flussi di contenuto. Gli utenti infatti non si limitano a creare il proprio profilo all’interno di un determinato social media, configurano piuttosto una serie di profili su diversi servizi on line. Possono così distribuire i propri contenuti (utilizzando i Feed Rss, di cui parleremo magari una volta a lezione) nella ramificazione del social network per sottoporli alle dinamiche della conversazione. Una vera e propria struttura rizomatica (per recuperare l’immagine coniata negli anni Settanta dai filosofi francesi Gilles Deleuze e Félix Guattari) che rappresenta le relazioni sociali dell’autore, la dinamica permanente del suo peer to peer. Così da un blog (ma il discorso non cambia se agiamo in una testata giornalistica) è possibile diramare contenuti che si flettono a seconda dei media sociali su cui viaggiano: si possono rilanciare all’ampia platea di Facebook per generare delle dinamiche virali, postare sottoforma di micropost all’interno di Twitter, se ne possono evidenziare i contenuti visivi su Flickr o Youtube… e presentare su Friendfeed, Buzz e altre reti di questo genere per animare dei commenti. Qualcosa di simile, come ricorda il sociologo catalano Manuel Castells, accade nelle città moderne: lo spazio urbano diventa sempre più luogo di flussi, forse nel web si replica questa logica che rappresenta un tratto distintivo della civiltà contemporanea.

Ma come cambia il senso della relazione passando da un medium all'altro? Che cosa comunicano gli utenti circa la propria disponibilità a procedere verso la conversazione immediata, quella che simula meglio il “discorso prototipico” della socialità fisica? Si ripropone il tema, a me caro, del “salto di medium” come dinamica che determina il senso dell’esistenza in rete.

(L'immagine è tratta da Digimag, una rivista on line che si occupa di arti visive e nuovi media, in particolare da questo articolo che racconta un evento di Marianne Weems)

venerdì 19 febbraio 2010

Il programma è on line

Ho inserito sul sito della facoltà il programma del corso di quest'anno. Si trova a questo link: http://www3.let.unicas.it/Lettere/Didattica/Insegnamenti-attivi. Io invece sono raggiungibile, come al solito, cliccando qui. Stiamo definendo con la segretria data d'inizio e orari del corso. A presto!

sabato 13 febbraio 2010

C'è Buzz nell'aria


Ci sono novità nella costellazione del social network. Da qualche giorno è attivo infatti Buzz: un nuovo servizio di Google che integra nella Gmail un filtro dedicato alla conversazione in rete. Ogni utente possiede un profilo, può aggiornare il proprio status condividendo testi, video e link esterni. Si possono lasciare commenti (un po’ come accade in Friendfeed) ai post degli altri utenti e visualizzare i loro contatti. Una piattaforma che risponde abbastanza bene, insomma, alla definizione formulata da Danah Boyd e Nicole Eleison che individuano come social network quei servizi in grado di:

* costruire un profilo personale pubblico o semi-pubblico;
* articolare una lista di altri utenti con cui si condivide un qualche tipo di connessione;
* vedere e incrociare la propria lista di contatti con le liste di altri utenti.

("Social Network Sites: Definition, History, and Scholarship". Journal of Computer-Mediated Communication, 13, 1, 2007).

Sto provando Buzz in queste ore e lo trovo molto flessibile, si integra con Twitter e con Flickr, consente di votare le informazioni postate dagli utenti e mette in ordine i propri contatti secondo la frequenza con cui vengono utilizzati. C’è anche una funzione molto affascinante che però non sono ancora riuscito a provare: attraverso il global position system (Gps) incorporato negli smartphone, lo stesso che si utilizza nei navigatori satellitari, Buzz permette di cercare le informazioni pubblicate da parte degli utenti che si trovano nella nostra zona. Sarà così possibile georeferenziare la conversazione visualizzando in tempo reale i post degli utenti che nello stesso momento si trovano sul luogo di un concerto, nella piazza del paese, a bordo dello stesso treno… A sostegno di una tendenza, il salto di medium, che porta dalla conversazione mediata verso la socialità fisica di cui ho cercato di analizzare le dinamiche in un saggio pubblicato un paio d’anni fa.

Per noi che ci occupiamo di scrittura giornalistica è la conferma che la narrazione dei fatti si orienta sempre di più verso modalità partecipative, il citizen journalism acquisisce un nuovo strumento e si proietta verso la narrazione sulle mappe complessificando la struttura lineare del testo. Quando ero piccolo mi piacevano da matti le walkie talkie, avrei voluto che ognuno ne avesse una per rimanere in contatto durante la giornata, oggi mi sembra che quel desiderio si stia realizzando attraverso i device mobili che ci consentono di proiettare in rete il simulacro delle nostre relazioni sociali.

sabato 30 gennaio 2010

Giornalismo e reti sociali

L'altro ieri stavo a Cassino per parlare di giornalismo e nuovi media con gli studenti del tirocinio, oggi sono a Milano per raccontare in un seminario di Legambiente le potenzialità del social network, durante la prossima settimana preparo una lezione sulla comunicazione scientifica per un master sempre nel capoluogo lombardo. Sono giornate abbastanza impegnative ma intanto sto pensando al prossimo corso di scrittura giornalistica: oltre all'impianto di base, che riguarderà le strutture profonde della narrazione, daremo più spazio ai citizen media e a tutta la costellazione della scrittura collaborativa. Il giornalismo cambia, insieme alle tecnologie e alle dinamiche della fruizione. Anche la morfologia della notizia ne risente: il nuovo media con il quale ci confrontiamo è la conversazione, ciascun utente può diventare un nodo di questo sistema che "rimedia" le storie, le colloca in una rete diversa, le interpreta. Ne parleremo. Intanto sto leggendo un libro molto interessante che consiglio a chi voglia approfondire questi temi: "Giornalismo partecipativo" di Gennaro Carotenuto (Editore Nuovi Mondi).

mercoledì 13 gennaio 2010

Narrazioni dal mondo


Conoscete Google Earth? E' un'applicazione di Google che consente di navigare sulla mappa del mondo zoomando nei singoli luoghi tramite numerosissime foto satellitari di buona risoluzione. Ma è anche molto di più perché contiene informazioni georeferenziate, fornite anche dagli utenti, come video, fotografie, link verso testi divulgativi della Wikipedia, persino le informazioni meteorologiche e sul traffico, le indicazioni di esercizi commerciali e servizi pubblici... Tutto in 3D e con una capacità di dettaglio impressionante nella quale si integra anche street view: la funzione che consente di osservare frontalmente, tramite immagini stereoscopiche, molte località del pianeta. Insomma, è un vero e proprio database globale che si integra con le reti sociali. Le informazioni che contiene peraltro sono in tempo pressoché reale: poche ore fa infatti sull'isola di Haiti c'è stata una forte scossa di terremoto e già adesso la mappa indica l'epicentro del sisma con le informazioni essenziali. Anche Google Earth in fondo è un medium, qualcosa di simile a una narrazione alla quale ciascuno di noi può contribuire.

giovedì 31 dicembre 2009

Prof, ma che fine ha fatto?

Vi spiego subito... Avrete sentito parlare, durante le scorse settimane, del vertice sul clima di Copenaghen. Ebbene, anche nei miei ritmi di lavoro quell'evento ha inciso moltissimo. Agli impegni ordinari (che pure non sono pochi!) si sono aggiunti quelli collegati a quanto stava accadendo nella capitale danese. Alla fine il summit si è concluso con un nulla di fatto: i rappresentanti dei governi non hanno trovato un accordo sulla quantità di C02 da ridurre su scala mondiale (se volete approfondire leggete qui). Ma anche io, un po' come tutte le persone che si occupano di questi temi, sono stato travolto dal surplus di lavoro... Adesso provo a riprendere un po' di ragionamenti lasciati in sospeso, compresi quelli che condividiamo su questo blog, in vista del prossimo corso. A proposito: il 14 e il 28 gennaio, dalle 15 alle 18, terrò due lezioni per gli studenti del tirocinio sulla scrittura giornalistica fra vecchi e nuovi media. Con uno sguardo in particolare verso le dinamiche del social network... Ci sarà qualche studente degli anni passati? Ah, dimenticavo... Tanti auguri per il nuovo anno :-)

domenica 8 novembre 2009

Comunicare l'ecologia con delicatezza



M'interrogo spesso su come proporre in maniera gradevole e convincente gli stili di vita più utili all'ambiente. Questo video, che ho trovato sul blog www.bitterjug.com, mi sembra un ottimo esempio perché spiega con chiarezza quali scelte virtuose si possono compiere per ridurre la propria impronta ecologica. Comunica dunque un messaggio positivo utilizzando un linguaggio delicato (niente
allarmismo) e facilmente decodificabile.

Il blog viene realizzato da Mark Skipper, un comunicatore inglese che si occupa di ecologia e stili di vita. Il video invece, sulla base di quanto si legge sull'ultimo frame, è stato prodotto da Laura Woodvard e Lawrence Folvig.

martedì 3 novembre 2009

A Roma la prima "Pizza twit". Io c'ero!


Gli studenti che seguono questo blog sanno che sono un aficionado di Twitter, il social network del microblogging (il mio profilo è su www.twitter.com/marcofra. Qualche sera fa alcuni utenti hanno organizzato una "pizza twit" a Roma, tanto per conoscersi dopo tante chiacchiere on line. Beh, su questo blog, realizzato da @francescoonair, uno dei twitters milanesi più attivi, c'è un piccolo resoconto.

Qui invece la pagina attraverso cui sono stati gestiti gli inviti da @fraska con tutti i profili dei partecipanti. Il logo che trovate qui accanto infine è stato creato da @linux29. Divertentissimo, vi assicuro!

domenica 1 novembre 2009

Esami all'orizzonte

Abbiamo fissato una sessione straordinaria per gli esami di scrittura giornalistica. Ci vediamo l'1 dicembre, ore 11.00, in aula 7. Attenzione, però: occorre prenotarsi attraverso i servizi on line della Facoltà. Sono a vostra disposizione per domande, ripassi, esercitazioni a distanza... Buono studio!